Implantologia Tradizionale e Mini Invasiva

Che cos'è l'implantologa dentale?

L’implantologa dentale permette la sostituzione di uno o più denti mancanti tramite l’inserimento nell’osso dei mascellari di una radice artificiale in titanio detta appunto impianto dentale endosseo.
L’implantologia dentale si propone di ripristinare le funzioni dell’apparato masticatorio, che sono la funzione estetica (il sorriso), la funzione fonetica (il poter parlare convenientemente) e ovviamente la masticazione (il poter masticare i cibi per una corretta digestione e alimentazione).

L'implantologia è una metodica affidabile?

La moderna implantologia, se eseguita correttamente e con materiali idonei (impianti endo-ossei in titanio CERTIFICATI e GARANTITI), ha percentuali di successo di oltre il 90%.
L’uso di impianti garantiti, di aziende medicali riconosciute in tutto il mondo, ne garantisce la produzione e il loro trattamento: per avere successo, la superficie degli impianti deve essere decontaminata con tecniche particolari, sterilizzata, e l’impianto conservato in contenitori ermetici e inserito nel tessuto osseo rispettando un protocollo ben codificato, atto a fornire la stabilità primaria dell’impianto e a non alterare le caratteristiche biologiche dell’osso ricevente. Una volta inserito, l’impianto deve guarire in assenza di carico masticatorio per un periodo da 2 a 4 mesi a seconda delle caratteristiche di densità dell’osso (a meno che non ci siano le necessità e le condizioni per eseguire un intervento di carico immediato).

Perché a volte si sente parlare di “rigetto” degli impianti dentali?

Il termine “rigetto” era utilizzato nell’implantologia tradizionale (non osteointegrata) per giustificare gli episodi infiammatori acuti (ascessi) che spesso interessavano gli impianti inseriti e caricati immediatamente con i denti. Era necessario un ricorso alla terapia antibiotica per controllare l’ascesso, ma dopo ripetuti episodi infiammatori, era necessario rimuovere l’impianto-dente con danni biologici ed economici ben comprensibili.
Oggi sappiamo che buona parte di tali insuccessi era dovuta ad un’errata applicazione del carico immediato dell’unità impianto-dente. Tale situazione può provocare dei micromovimenti tra impianto e tessuto osseo che non permettono una guarigione ottimale: cioè la formazione di tessuto osseo a stretto contatto con l’impianto. Questo spiega perché in alcuni casi gli impianti “tradizionali” a carico immediato funzionavano, in altri no. Purtroppo ancora oggi diversi dentisti utilizzano metodiche implantari inadeguate ed obsolete, che portano a fallimenti che vengono giustificati come casi di “rigetto”, scaricando la colpa sul paziente o sul suo osso. In realtà il termine “rigetto” è sbagliato, perché in medicina indica la mancata integrazione di un tessuto biologico vitale (per esempio nei casi di fallimento di un trapianto, in cui un tessuto vivente viene trapiantato da una persona ad un’altra). L’utilizzo di impianti di design moderno e di qualità certificata permette di operare in sicurezza, potendo usufruire della garanzia fornita dalla casa impiantare, oltre alla nostra garanzia di 10 anni su tutti i lavori protesici.

Bisogna sempre mettere dei punti di sutura dopo l’inserimento degli impianti?

Non necessariamente: la cosiddetta “tecnica flapless” prevede di inserire l’impianto con un foro nella gengiva e nell’osso, senza incidere la gengiva con il bisturi e scollare il lembo gengivale dall’osso sottostante. grazie alle nuove tecnologie come il laser odontoiatrico e l’implantologia computer guidata siamo in grado di eseguire riabilitazioni implantari in maniera minimamente invasiva, spesso senza ricorrere ai punti di sutura, diminuendo i fastidi post operatori per i pazienti. Queste procedure non richiedono punti di sutura e danno quindi scarsi postumi post operatori: gonfiore e colorazione della cute.

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