Assistente alla poltrona

Il percorso formativo di Assistente alla poltrona di studio odontoiatrico è stato approvato con delibera regionale n. 6481 del 14/06/2007 (atto n. 633, in attuazione dell’art. 1 comma 2 legge 43/2006 “Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetricia, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l’istituzione dei relativi ordini professionali”).

Questo atteso riconoscimento ha permesso finalmente di dare nuovo valore a una professione indispensabile per i professionisti medici dentisti e odontoiatri ai quali si affianca; è infatti impossibile portare a termine alcune terapie odontoiatriche senza l’aiuto di una assistente competente e preparata, che possa supportare adeguatamente il clinico.

L’Assistente alla poltrona di Studio Odontoiatrico opera principalmente all’interno di strutture medico-odontoiatriche private, svolgendo un ruolo fondamentale  sia nei confronti del paziente che del medico dentista  o odontoiatra.

In alcune procedure, specialmente quelle di chirurgia orale e di implantologia, l’assistente alla poltrona è un vero e proprio “secondo operatore”, partecipando attivamente all’intervento secondo le indicazioni del chirurgo. Spesso, per gli interventi di implantologia più specialistici, sono necessarie due o più assistenti contemporaneamente in affiancamento al chirurgo, con ruoli diversi (una fungerà da secondo operatore, una da ferrista, una preparerà le medicazioni); un buon lavoro è sempre merito di un team preparato ed affiatato.

Le principali mansioni spaziano ad ampio raggio partendo dagli aspetti tecnici clinici e organizzativi del trattamento dello strumentario, dei materiali e delle apparecchiature, fino all’assistenza vera e propria alla poltrona con supporto psicologico-relazionale nei confronti del paziente. Fondamentale inoltre è saper interagire con le varie figure professionali che gravitano in un’equipe odontoiatrica ove caratteristiche personali come la capacità di mediazione, il saper lavorare in gruppo, rappresentano un valore aggiunto in favore dell’efficacia dell’operatività della struttura.

 

Quali sono dunque i compiti di una assistente alla poltrona?

  • Riordino, sterilizzazione e preparazione dello strumentario dello studio per specifici interventi;
  • Gestione agenda degli appuntamenti;
  • Controllo e aggiornamento schedari;
  • Gestione rapporti con fornitori e collaboratori esterni;
  • Svolgimento delle quotidiane attività amministrative, anche con tecnologia informatica;
  • Predisposizione dell’area di intervento clinico;
  • Assistenza al medico odontoiatra durante l’esecuzione delle prestazioni;
  • Manipolazione, preparazione e stoccaggio materiali dentali;
  • Riordino, pulizia, disinfezione, sterilizzazione e preparazione dello strumentario, delle attrezzature e dell’ambiente di lavoro;
  • Archiviazione e catalogazione del materiale radiografico e iconografico del paziente.

 

Nel nostro centro le Assistenti sono selezionate dopo un percorso di affiancamento clinico di prova. Ad oggi possiamo dire con orgoglio che rappresentano la forza motrice dello studio, con la loro presenza e preparazione ci permettono di dare ai nostri pazienti i migliori servizi sia in termini clinici che di attenzione, affetto ed umanità.

Veronica – Alessia – Daniela

 

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Implantologia a Carico Immediato – Cosa bisogna sapere

Vuoi saperne di più sull’Implantologia a Carico Immediato?

Sai di dover mettere degli impianti ma il fatto di aspettare mesi prima di poter mettere le capsule ti preoccupa?

Il Dott. Lorenzo Paolo Bottini, odontoiatra specialista universitario in chirurgia odontostomatologica, titolare del Centro Odontoiatrico ProSmile ad Albano Laziale, è stato uno dei relatori del più importante evento Europeo per l’aggiornamento in implantologia, lo European Regional Congress della Alpha Bio, durante il quale ha spiegato tutte le tecniche e le innovazioni nel campo dell’implantologia dentale.

Nel mese di ottobre si è tenuto, nella splendida cornice del Principato di Monaco, il più importante evento Europeo per l’aggiornamento in implantologia, lo European Regional Congress della Alpha Bio, il cui principale argomento d discussione è stato l’integrazione delle nuove tecnologie nella moderna odontoiatria, e in particolare in chirurgia orale ed implantologia. Sono stati 6 gli odontoiatri invitati per la delegazione italiana, tra questi  il Dott. Lorenzo Paolo Bottini, odontoiatra specialista universitario in chirurgia odontostomatologica, titolare del Centro Odontoiatrico ProSmile ad Albano Laziale, relatore e tutor per la casa implantare Alpha Bio.

Dottore, quali vantaggi si hanno oggi dall’utilizzo di terapie implantologiche moderne?

L’implantologia permette la sostituzione di uno o più denti mancanti tramite l’inserimento nell’osso dei mascellari di una radice artificiale in titanio a forma di vite detta appunto impianto dentale endosseo al fine di ripristinare le funzioni dell’apparato masticatorio, che sono la funzione estetica (il sorriso), la funzione fonetica (il poter parlare convenientemente) e ovviamente la masticazione (il poter masticare i cibi per una corretta digestione). Il procedimento di base è quindi sempre lo stesso: viene inserita l’impianto (vite) nell’osso, e su questo si prepara la capsula (o più di una) per ripristinare i denti mancanti.

I mezzi a disposizione oggi ci consentono di riabilitare bocche in cui una volta, secondo i dettami dell’implantologia “tradizionale”, era ritenuto impossibile inserire impianti. Oggi l’osso mancante o indebolito può essere sfruttato diversamente per avere comunque ancoraggi fissi e può essere, in molti casi, ricostruito. La differenza tra le metodiche più idonee tuttavia dipende da numerosi fattori, soprattutto dalla condizione di partenza del paziente e dal suo stato di salute generale.

Quali sono le innovazioni delle ultime  metodiche in implantologia?  

Attualmente, nei casi selezionati e dopo aver effettuato una accurata analisi pre operatoria, è possibile inserire impianti senza tagliare la gengiva e senza applicare punti di sutura grazie alle nuove tecnologie come il laser o i software 3D che permettono la pianificazione degli interventi vedendo “virtualmente” l’osso. Tuttavia non sempre queste metodiche sono applicabili. Per esempio se dobbiamo estrarre un dente e immediatamente sostituirlo con un impianto, è probabile che siano necessarie delle suture. Anche in casi di interventi per cui si deve rigenerare l’osso mascellare tramite innesti, saranno indispensabili dei punti di sutura. In ogni caso la pianificazione virtuale, l’utilizzo di modelli scansionati e realizzati con le stampanti 3D, la scansione intraorale e le radiografie volumetriche digitali permettono di pianificare gli interventi con maggior precisione e riducono i margini di errori che, è bene precisarlo, in medicina esistono ed esisteranno sempre.

Cosa significa “implantologia a carico immediato”? Chi può usufruirne?

Tradizionalmente dopo aver inserito un impianto esiste un tempo di attesa di alcuni mesi prima di poterli caricare con le capsule, per consentire un legame più forte tra impianto ed osso.  Con le metodiche moderne spesso si riesce ad ottenere una stabilità immediata sufficiente a sostenere da subito la masticazione e quindi la realizzazione i capsule; anche qui si deve valutare il singolo caso, devono esserci condizioni di partenza che consentono di operare con questa tecnica che dipendono da numerosi fattori (stato di salute generale, stato degli altri denti, che tipo di masticazione ha il paziente, il livello di igiene, lo stato di salute dell’osso mascellare) che fanno decidere per una metodica tradizionale o una più veloce e moderna.

Cosa dovrebbe chiedere un paziente per orientarsi fra le varie soluzioni proposte? Quello che è consigliabile è di valutare attentamente le soluzioni, chiedendo bene informazioni come l’esperienza degli operatori che devono eseguire l’intervento, ed informandosi sulla marca di impianti utilizzati: le case produttrici di impianti più importanti solitamente garantiscono per molti anni i loro prodotti, e anche gli studi dentistici dovrebbero garantire per un certo tempo le cure eseguite, facendosi carico di eventuali rifacimenti. Un altro consiglio è di scegliere non facendosi guidare solo dal prezzo: raramente la soluzione meno costosa è quella di miglior qualità.

 

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Tecnologie ed innovazioni in implantologia: European Regional Congress Montecarlo 17-19 ottobre 2018

Nel mese di ottobre si è tenuto, nella splendida cornice del Principato di Monaco, il più importante evento Europeo per l’aggiornamento in implantologia, lo European Regional Congress della Alpha Bio, il cui principale argomento d discussione è stato l’integrazione delle nuove tecnologie nella moderna odontoiatria, e in particolare in chirurgia orale ed implantologia. Sono stati 6 gli odontoiatri invitati per la delegazione italiana, tra questi  il Dott. Lorenzo Paolo Bottini, odontoiatra specialista universitario in chirurgia odontostomatologica, titolare del Centro Odontoiatrico ProSmile ad Albano Laziale, relatore e tutor per la casa implantare Alpha Bio.

Dottore, quali vantaggi si hanno oggi dall’utilizzo di terapie implantologiche moderne?

L’implantologia permette la sostituzione di uno o più denti mancanti tramite l’inserimento nell’osso dei mascellari di una radice artificiale in titanio a forma di vite detta appunto impianto dentale endosseo al fine di ripristinare le funzioni dell’apparato masticatorio, che sono la funzione estetica (il sorriso), la funzione fonetica (il poter parlare convenientemente) e ovviamente la masticazione (il poter masticare i cibi per una corretta digestione). Il procedimento di base è quindi sempre lo stesso: viene inserita l’impianto (vite) nell’osso, e su questo si prepara la capsula (o più di una) per ripristinare i denti mancanti.

I mezzi a disposizione oggi ci consentono di riabilitare bocche in cui una volta, secondo i dettami dell’implantologia “tradizionale”, era ritenuto impossibile inserire impianti. Oggi l’osso mancante o indebolito può essere sfruttato diversamente per avere comunque ancoraggi fissi e può essere, in molti casi, ricostruito. La differenza tra le metodiche più idonee tuttavia dipende da numerosi fattori, soprattutto dalla condizione di partenza del paziente e dal suo stato di salute generale.

Quali sono le innovazioni delle ultime  metodiche in implantologia?  

Attualmente, nei casi selezionati e dopo aver effettuato una accurata analisi pre operatoria, è possibile inserire impianti senza tagliare la gengiva e senza applicare punti di sutura grazie alle nuove tecnologie come il laser o i software 3D che permettono la pianificazione degli interventi vedendo “virtualmente” l’osso. Tuttavia non sempre queste metodiche sono applicabili. Per esempio se dobbiamo estrarre un dente e immediatamente sostituirlo con un impianto, è probabile che siano necessarie delle suture. Anche in casi di interventi per cui si deve rigenerare l’osso mascellare tramite innesti, saranno indispensabili dei punti di sutura. In ogni caso la pianificazione virtuale, l’utilizzo di modelli scansionati e realizzati con le stampanti 3D, la scansione intraorale e le radiografie volumetriche digitali permettono di pianificare gli interventi con maggior precisione e riducono i margini di errori che, è bene precisarlo, in medicina esistono ed esisteranno sempre.

Cosa significa “implantologia a carico immediato”? Chi può usufruirne?

Tradizionalmente dopo aver inserito un impianto esiste un tempo di attesa di alcuni mesi prima di poterli caricare con le capsule, per consentire un legame più forte tra impianto ed osso.  Con le metodiche moderne spesso si riesce ad ottenere una stabilità immediata sufficiente a sostenere da subito la masticazione e quindi la realizzazione i capsule; anche qui si deve valutare il singolo caso, devono esserci condizioni di partenza che consentono di operare con questa tecnica che dipendono da numerosi fattori (stato di salute generale, stato degli altri denti, che tipo di masticazione ha il paziente, il livello di igiene, lo stato di salute dell’osso mascellare) che fanno decidere per una metodica tradizionale o una più veloce e moderna.

Cosa dovrebbe chiedere un paziente per orientarsi fra le varie soluzioni proposte? Quello che è consigliabile è di valutare attentamente le soluzioni, chiedendo bene informazioni come l’esperienza degli operatori che devono eseguire l’intervento, ed informandosi sulla marca di impianti utilizzati: le case produttrici di impianti più importanti solitamente garantiscono per molti anni i loro prodotti, e anche gli studi dentistici dovrebbero garantire per un certo tempo le cure eseguite, facendosi carico di eventuali rifacimenti. Un altro consiglio è di scegliere non facendosi guidare solo dal prezzo: raramente la soluzione meno costosa è quella di miglior qualità.

Come migliorare l’estetica del viso e del sorriso

Un sorriso piacevole valorizza senz’altro un bel volto, ma esistono modi per migliorare ulteriormente l’estetica del viso e del sorriso oltre a curare i propri denti? Quali sono le possibilità terapeutiche più moderne per trattare gli inestetismi della zona intorno alla bocca, spesso rovinata da rughe profonde, cicatrici, labbra sottili o cadenti? Oggi proviamo ad approfondire la tematica con l’aiuto del Dott. Lorenzo Paolo Bottini, odontoiatra specialista universitario in chirurgia orale e implantologia, proprietario del Centro Odontoiatrico ProSmile ad Albano Laziale, e con il Dott. Luca Tiravia, collaboratore del Dott. Bottini e consulente per l’odontoiatria generale ed estetica presso il centro ProSmile.

 

Dott. Bottini, quanto conta l’estetica del sorriso? Esistono cure specifiche per avere dei denti più belli?

Indubbiamente avere un sorriso sano e gradevole fa vivere meglio con se stessi e con gli altri. Poter sorridere e ridere liberamente dispone l’individuo ad essere più aperto e socievole, a sentirsi maggiormente a proprio agio. Al contrario, vergognarsi della propria bocca rende le persone meno disposte alle relazioni interpersonali, alla vita sociale, ed in generale crea stati di disagio e frustrazione.

Basta soffermarsi a riflettere, probabilmente tutti noi abbiamo conosciuto persone che si coprono la bocca quando ridono o sorridono: questo è un segno di disagio molto evidente. Oggi esistono trattamenti specifici per chi ha necessità di ripristinare da zero la propria bocca (l’implantologia a carico immediato, che permette in poche ore di avere di nuovo denti fissi, ripristina funzione ed estetica), o per chi vuole migliorare semplicemente la bellezza del proprio sorriso (sbiancamenti, ricostruzioni estetiche, faccette o capsule in ceramica senza metallo).

 

Che cosa rende un sorriso “smagliante”?

Quasi tutti penserebbero subito a denti bianchissimi. Ma in realtà la brillantezza dei nostri denti non è la sola ad avere un ruolo decisivo. La bellezza di un sorriso dipende piuttosto dalle molto degli incisivi superiori e dalla loro simmetria. Per un sorriso armonico – oltre alla simmetria dei denti rispetto alla linea mediana e alla naturale curvatura dei denti rispetto alla linea del sorriso – occorre tenere conto anche della forma dei denti, che deve essere adatta alla diversa forma del viso (quadrata, triangolare, ovale) in modo individuale o a seconda della tipologia facciale.

I fattori che maggiormente influiscono sull’estetica del sorriso sono la relazione degli incisivi superiori in termini di rispettive lunghezza e larghezza e il rapporto della larghezza visibile dei primi incisivi rispetto agli incisivi laterali e ai canini. Questi rapporti sono generalmente regolati da criteri matematici, e questo fa sì che possiamo pianificare e realizzare delle correzioni che siano adatte, caso per caso, ad armonizzare il sorriso a ciascun volto.

Come sempre, quindi, la corretta analisi del caso e la progettazione adeguata sono indispensabili per ottenere il miglior risultato possibile. In questo la tecnologia ci è di grande aiuto: oggi è possibile, partendo dalle foto del viso e del sorriso, e dalle radiografie digitali con ricostruzione in 3D dello scheletro dei mascellari, incrociare i dati ed eseguire analisi funzionali ed estetiche con dei programmi specifici. Questo ci consente, ad esempio, di capire se alcune disarmonie possono essere corrette migliorando in maniera mini invasiva l’estetica della pelle intorno alla bocca, o delle labbra.

 

Dott. Tiravia, cosa sono i fillers? A che scopo si utilizzano?

Fillers: Cosa sono?

I fillers sono sostanze iniettabili (nel tessuto sottocutaneo o nel derma profondo) ampiamente impiegati nella medicina estetica per contrastare inestetismi di varia origine (cicatrici da acne, lesioni associate a traumi chirurgici, rughe e altri segni dell’invecchiamento cutaneo, ecc.), oppure per conferire volume e riempimento ad aree del volto o del corpo “svuotate” (come, ad esempio, le labbra sottili), o ancora per rimodellare determinate zone di viso e corpo (guance, zigomi, glutei, ecc.).

Per raggiungere i sopra citati obiettivi, sono diversi i tipi di fillers che si possono impiegare. Ad ogni modo, sostanzialmente, possiamo distinguere due diverse tipologie di fillers:

  • I fillers riassorbibili o biologici.
  • I fillers semipermanenti o parzialmente sintetici.
  • I fillers permanenti o completamente sintetici, altrimenti detti fillers non riassorbibili.

Di seguito, le principali caratteristiche di queste tipologie di fillers verranno brevemente descritte. Inoltre, saranno riportati alcuni esempi delle sostanze maggiormente impiegate in ambito estetico.

 

 

Filler Riassorbibili

I fillers riassorbibili, biologici o superficiali, che dir si voglia – anche definiti come fillers di superficie – sono così chiamati perché vengono completamente riassorbiti dalla cute (poiché progressivamente metabolizzati).
Indicativamente, la durata del loro effetto varia dai 3 a 10 mesi, ma è pesantemente influenzata da fattori strettamente individuali e correlati allo stile di vita dell’individuo (stress, fumo, alimentazione, ecc.).
I fillers superficiali sono particolarmente indicati per riempire e colmare le rughe del contorno occhi/bocca, quindi per ringiovanire l’estetica del volto. L’uso di questo tipo di sostanze presenta diversi vantaggi, difatti i fillers riassorbibili:

  • Non richiedono un tempo di recupero: dopo le iniezioni di filler, è possibile riprendere le normali attività quotidiane.
  • Sono ben tollerati dalla pelle (soprattutto quelli all’acido ialuronico);
  • Assicurano un effetto quanto più possibile naturale.

Di contro, le iniezioni di fillers biologici – analogamente a molti altri trattamenti estetici – possono causare alcuni effetti indesiderati, seppur di lieve entità, quali:

  • Rossore localizzato nell’area trattata;
  • Edema;
  • Comparsa di piccoli ematomi ed ecchimosi.

Tipi di Fillers Riassorbibili

Fra i principali tipi di fillers biologici attualmente impiegati dalla medicina estetica, ricordiamo:

  • Collagene bovino (es. Zyderm, Zyplast).
  • Collagene autologo (es. Cosmoderm, Cosmoplast).
  • Acido ialuronico (es. Restylane, Perlane, Perfectha). I fillers all’acido ialuronico di ultima generazione presentano un assorbimento più lento, che permette di prolungare l’effetto soft-lifting desiderato fino ad un anno o più.
  • Gel di agarosio: polimero naturale di derivazione algale (da alghe).
  • Endoplast 50.
  • Acido L-polilattico (es. Sculptra): stimola la sintesi di neocollagene con conseguente effetto lifting. Pertanto, l’effetto riempitivo non è immediato come per le altre tipologie di fillers. È indicato per il trattamento di rughe fini, piccoli solchi o pieghe naturali della pelle. Inoltre, il filler all’acido polilattico viene utilizzato anche per aumentare il volume di zigomi o mento.

Filler Semipermanenti

I fillers semipermanenti appartengono al cosiddetto gruppo dei fillers di profondità. Tali sostanze possono essere iniettate sia nel tessuto sottocutaneo, sia nel derma profondo.
Sono particolarmente indicati per aumentare il volume di labbra, mento, zigomi e per mascherare depressioni profonde cutanee tipiche dell’invecchiamento.

Il principale vantaggio derivante dall’uso di questi fillers è rappresentato dalla durata degli effetti che può essere maggiore o uguale ai tre anni. Ciò è possibile poiché il loro riassorbimento da parte dell’organismo è molto lento. Di contro, l’uso di fillers semipermanenti porta ad un inevitabile aumento del rischio di comparsa di reazioni allergiche, oltre che alla comparsa di effetti indesiderati come rossore, gonfiore, ematomi ed ecchimosi.

Tipi di Fillers Semipermanenti

I principali fillers semipermanenti tuttora impiegati, sono:

  • Idrossiapatite di calcio (es. Radiesse): è un tipo di filler in grado di svolgere un eccezionale effetto di ringiovanimento.
  • Acido ialuronico associato ad un idrogel acrilico (es. Dermalive).
  • Microsferule di polimetilmetacrilato in collagene: filler utilizzato soprattutto per il riempimento di labbra (es. Artecoll).

Filler Permanenti

I fillers permanenti, sintetici o non riassorbili sono particolari sostanze che l’organismo non riesce in alcun modo a metabolizzare, a differenza di quanto avviene per i fillers biologici e per i fillers semipermanenti. Insieme a questi ultimi, i fillers permanenti appartengono al gruppo dei fillers di profondità.
Data l’incapacità dell’organismo di metabolizzarli, i fillers permanenti rimangono nel tessuto sottocutaneo – o nel derma, a seconda dei casi – in maniera definitiva. Sono indicati per correggere depressioni e solchi della pelle molto più profondi delle semplici rughe d’espressione
Presentano il vantaggio di poter essere rimossi in caso di effetto estetico poco gradito. Di contro – oltre agli effetti collaterali critti –  vi è un aumento del rischio di reazioni allergiche alla protesi, così come vi è il rischio che questa possa rompersi o migrare in altre sedi con il rischio di andare a comprimere le terminazioni nervose. Oltre a ciò, la loro sicurezza d’uso è alquanto discutibile nel lungo termine e possono provocare effetti collaterali anche gravi, quali infezioni, ascessi, fibrosi e granulomi da fillers, perdita di sensibilità e difficoltà di movimento dell’area trattata.

Tipi di Fillers Permanenti

I fillers permanenti derivano da polimeri con legami alchil-ammidici e poliacrilamide. Fra le principali sostanze impiegate, pertanto, ritroviamo:

  • Gel di poliacrilimmide (es. Aquamid).
  • Silicone in protesi/iniettabile.

Lipofilling

Un discorso a parte può essere effettuato per il lipofilling. Una particolare tecnica di chirurgia estetica che permette di ringiovanire, riempire o rimodellare diverse aree del viso e del corpo.
Il lipofilling consiste nell’iniezione di grasso autologo – prelevato, quindi, dal paziente stesso – al posto dei comuni fillers sopra descritti. Per questo motivo il filler-adiposo può essere considerato un filler naturale (ma non riassorbibile, poiché esso viene riassorbito in minima parte appena dopo l’intervento per poi permanere nell’area in cui è stato inoculato).
La tecnica che consente l’iniezione di questo filler naturale – nota, appunto, come lipofilling o lipostrutturazione – prevede il prelievo di una nota quantità di cellule adipose (di grasso) da una determinata area del corpo del soggetto, la loro purificazione e, successivamente, la loro iniezione nelle aree in cui vi sono imperfezioni da correggere (come le rughe) e punti di svuotamento da riempire o da rimodellare (come, ad esempio, labbra troppo sottili, guance svuotate, zigomi cadenti, ecc.)

 

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Laser in odontoiatria

In campo odontoiatrico esistono ormai molte tipologie di laser per una varietà di applicazioni che vanno dall’eliminazione della carie (al posto del trapano), allo sbiancamento, alla decontaminazione degli alveoli vuoti in implantologia, all’indurimento dei materiali impiegati nelle otturazioni. E non solo: il laser viene impiegato nella cura delle malattie delle gengive per l’eliminazione dei batteri dalle sacche parodontali e per l’ottimizzazione della linea gengivale. Tutto questo senza trapanosenza aghi, spesso senza anestesia, senza dolore, senza gonfiore e con una ridottissima perdita di sangue… Ovvio quindi che i pazienti ne abbiano un’impressione estremamente positiva, del resto confermata da molti studi indipendenti che mostrano come essi siano molto interessati a una tecnica sicura che praticamente elimina dolore e sanguinamento, accelera la guarigione, riduce la durata e la frequenza delle sedute, ed elimina il minaccioso suono del trapano.

Che cos’è il laser?
laser odontoiatrico è uno strumento medico che genera un raggio molto preciso di luce concentrata. Il raggio sterilizza la zona-bersaglio e allo stesso tempo coagula i vasi sanguigni riducendo di conseguenza il rischio di infezione e il sanguinamento. Alcune procedure possono essere eseguite in una frazione del tempo richiesto dallo stesso intervento senza laser, con evidenti benefici sulla durata del cosiddetto “tempo-sulla-poltrona”. L’efficienza del laser è basata sui tassi di picco di assorbimento dei materiali contenuti nei tessuti-bersaglio (duri o molli) e di altro materiale dentale (per esempio, emoglobina, acqua, idrossiapatite, e così via) di lunghezze d’onda uniche. L’energia ottimale viene fornita con la minima emissione possibile, basata sulle caratteristiche di assorbimento uniche e precise delle singole lunghezze d’onda. Alcune di queste lunghezze hanno un’affinità con l’acqua e con le strutture pigmentate in rosso, ciò che le rende particolarmente efficaci per le procedure sui tessuti molli della cavità orale.

Il laser e la cura delle gengive
Il laser costituisce un interessante aiuto sia nei casi meno gravi, sia in quelli più complessi. Nei casi meno gravi è possibile eliminare le cosiddette tasche parodontali fino ad una profondità di tre-quattro millimetri. La sonda del laser al neodimio o al diodo penetra nella tasca ed elimina vaporizzandoli i batteri presenti e la parete malata interna della tasca stessa. La gengiva smette di sanguinare e i denti sono più saldi. In genere si eseguono quattro applicazioni a distanza di una settimana l’una dall’altra. Nei casi più gravi il laser viene abbinato alla terapia parodontale chirurgica:  una volta aperta la gengiva nella zona gravemente malata, è possibile eliminare i batteri presenti e trattare la superficie di radice contaminata attivando anche il processo di guarigione del corpo. Quindi si può applicare un materiale di innesto come per esempio osso sintetico o osso del paziente stesso, ecc. La dimensione ridotta delle fibre ottiche assicura un accesso semplice e ottimale alle tasche, la procedura laser-assistita è molto più veloce rispetto ai metodi tradizionali e causa minor perdita di sangue, meno dolore post-operatorio e meno trauma rispetto al tradizionale trattamento meccanico. Gli studi indicano che alcuni laser specifici iniziano un processo di decontaminazione batterica che porta a una ritardata ripopolazione di batteri patogeni. La maggior parte dei pazienti adulti potrebbe trarre grande beneficio da questo tipo di trattamento, efficacissimo ma davvero minimamente invasivo.

Il laser si usa anche in implantologia?
. In implantologia il laser può aiutare a decontaminare i siti di inserimento dai batteri presenti e per attivare il meccanismo di guarigione. Particolarmente adatto sembra essere nel caso di impianti post estrattivi con immediato carico protesico, cioè quando si vuole inserire un nuovo dente su una nuova radice in titanio subito dopo avere estratto la radice dentale malata. In pratica si estrae il dente malato o fratturato e si decontamina l’alveolo vuoto con il raggio laser. Quindi si inserisce l’ impianto e immediatamente il nuovo dente. Si permette così nello stesso giorno una immediata estetica e una immediata capacità di masticare.

Il laser è adatto anche ai bambini?
Il laser è molto adatto per i bambini, ma anche quando non si fanno volentieri le anestesie, come con le signore in gravidanza o i cardiopatici, o semplicemente per chi è molto pauroso o ansioso. Infatti, qualche volta la paura di subire una piccola puntura può tenere i giovani pazienti lontano dallo studio dentistico trascurando così i controlli di igiene e la cura delle carie.Il laser può ridurra, o a volte anche eliminare, la necessità di infiltrazioni di anestetico locale. Inoltre si può utilizzare il laser al diodo quando sono necessari piccoli interventi sulla gengiva o sulle mucose dei bambini. Nel caso per esempio si debba tagliare il frenulo labiale, cioè quel legamento che talvolta unisce in modo troppo rigido il labbro all’arcata dentaria, oppure se deve essere “scappucciato” un dente con difficoltà di eruzione, cioè un dente permanente che non riesce spontaneamente ad affiorare dalla gengiva, o che deve essere collegato a un attacco ortodontico per essere dolcemente trascinato nella giusta posizione. Anche in questo caso, senza bisogno di eseguire punture, al massimo passando un gel sulla zona da operare, un minuto prima di iniziare. E senza che poi ci sia sanguinamento perché il laser utilizzato in questi casi taglia eseguendo nello stesso tempo la cosiddetta emostasi, insomma taglia “seccando” nello stesso tempo la ferita. Il sanguinamento dopo un intervento tradizionale infatti talvolta spaventa il bambino più dell’intervento stesso!

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PEDODONZIA

LA PREVENZIONE INIZIA DA PICCOLI… VUOI PRENDERTI CURA DAVVERO DEL SORRISO DEI TUOI FIGLI? LEGGI L’ARTICOLO CON TUTTE LE INDICAZIONI ED I CONSIGLI UTILI!

Il dentista pediatrico, detto anche pedodontista, è un odontoiatra che ha una preparazione professionale specifica, clinica e psicologica, che gli permette di trattare bambini anche piccolissimi grazie ad un approccio che mira ad instaurare un  rapporto di fiducia e collaborazione.

L’ottenimento della fiducia del bambino e la sua serenità sono il primo obiettivo che l’odontoiatra si deve porre ed è indispensabile per la corretta applicazione dei protocolli terapeutici e di prevenzione

Un bambino che vive un approccio sereno con il dentista diventerà un adolescente prima e un adulto poi che avrà a cuore l’igiene orale, e che sarà in grado di mantenere la salute della sua bocca più facilmente.

Per questo è molto importante far vivere ai piccoli pazienti le prime visite dal dentista come un evento naturale, necessario per star bene, ma non stressante. E’ consigliabile che la prima esperienza del bambino dal dentista non coincida con la necessità di eseguire un trattamento, ma è utile far eseguire una visita a partire dai 3 anni di età, per familiarizzare con la figura del dentista, con lo studio, con gli ambienti. Un giro sulla sedia, cartoni animati e musiche per bambini possono rendere la prima visita un momento divertente e vissuto senza paura. Se il bambino è tranquillo e la situazione lo permette durante la prima visita si può anche contare i denti da latte mentre il bambino controlla tutto quello che succede nella sua bocca attraverso uno specchio.

Per patologie più importanti nel nostro centro c’è la possibilità di trattare i bambini con l’ausilio della sedazione cosciente o analgesia sedativa gassosa, che permette al bambino di vivere una esperienza piacevole e all’odontoiatra di effettuare tutte le terapie necessarie su un paziente rilassato e collaborante, utilizzando un farmaco gassoso assolutamente privo di controindicazioni, che si usa in maniera quotidiana da molti decenni in tutti gli studi dentistici negli USA.

Riportiamo le risposte ad alcune domande che di frequente ci vengono poste sulla nostra pagina Facebook (Prosmile centro odontoiatrico) o direttamente nella nostra clinica, dai genitori dei nostri piccoli pazienti.

 Quando spuntano i denti da latte? Come posso prendermene cura?

Il primo dente da latte erompe intorno al sesto mese di vita. In alcuni bambini ciò può avvenire prima mentre in altri può avvenire alcuni mesi dopo. Se il suo bambino all’età di un anno però non presenta ancora il suo primo dentino allora è necessario portarlo da un dentista pediatrico per una visita.

Fin dalla nascita sarebbe opportuno pulire le gengive del bambino con una piccola garza, anche se non sono presenti dentini, almeno due volte al giorno ovvero ancora meglio pulire sia le gengive che la lingua ogni volta che mangia per mantenere un alito fresco e per abituarli. Una volta che il primo dentino da latte è erotto deve essere pulito con uno spazzolino dalle setole morbide, è utile chiedere al farmacista uno specifico spazzolino della dimensione giusta.

Perché i denti da latte sono importanti se comunque dovranno cadere?

I denti da latte sono importanti principalmente perché conservano lo spazio per i successivi denti permanenti, che cominciano ad erompere intorno all’età di 6 anni. Inoltre denti da latte, gengive e lingua sono importanti non solo per la funzione masticatoria ma anche perché intervengono nella crescita della mandibola e della mascella e nella corretta eruzione dei denti permanenti.

I denti da latte per di più sono una chiave importante nel corretto sviluppo del linguaggio e della fonazione, oltre che a dare, se correttamente sviluppati, una buona immagine di sé al bambino.

A che età cominceranno a spuntare i denti permanenti?

All’età di 4 anni comincia a crearsi lo spazio per i denti permanenti, mentre le ossa mascellari cominciano il loro sviluppo e quindi il loro accrescimento. I primi denti da latte che andranno persi verso i 6-7 anni saranno i due incisivi centrali inferiori e subito i due incisivi inferiori permanenti occuperanno il loro posto. Contemporaneamente i primi molari superiori ed inferiori cominceranno a crescere nel cavo orale.

Dai 6 ai 12 anni è normale osservare nella bocca del bambino la presenza sia di denti da latte che di denti permanenti, perchè ci si trova in una fase di transizione della dentatura, in cui alcuni denti sono già stati cambiati ed altri no. Mediamente la permuta termina fra i 12 ed i 15 anni di età.
Come posso preparare il mio bambino alla prima visita dal dentista?

Per preparare il bambino alla prima visita dal dentista e renderla una piacevole esperienza è possibile spiegare che il dentista è un amico che si prende cura dei dentini, o  leggere un libro divertente sulla visita dal dentista, o guardare insieme un cartone animato che ne parli. E’ importante inoltre descrivere l’ambiente dello studio dentistico e il ruolo svolto dal dentista. Un ulteriore consiglio è quello di dire al bambino la data dell’appuntamento con un certo anticipo, in tal modo il bambino si potrà preparare al meglio. E’ importante NON usare il dentista come minaccia perché il bambino non si lava i denti, così facendo infatti si creerà ulteriore paura che durerà anche quando saranno grandi, rendendo difficile l’esecuzione di eventuali terapie necessarie. E’ importante anche NON comunicare la propria paura o esperienze negative vissute in passato dai genitori o dai parenti con i dentisti.

Quante volte al giorno i bambini si devono lavare i denti?

Esattamente come gli adulti, i bambini devono lavare i denti almeno 3 volte al giorno, cioè subito dopo i 3 pasti principali della giornata . E’ importante sottolineare che ,ogni volta che ci si lava, lo spazzolamento dei denti deve durare circa 3 minuti: diverse ricerche hanno mostrato che mediamente gli italiani spazzolano i denti soltanto per 30 secondi ad ogni lavaggio, un tempo insufficiente a garantire la corretta rimozione dei batteri della placca. Aggiungiamo che nell’igiene dentale quotidiana lavarsi i denti prima di andare a dormire è il momento più importante poichè durante il giorno la saliva neutralizza l’azione degli acidi della placca per effetto tampone  diminuendo la possibilità di formazione della carie. Quando si dorme invece la produzione della saliva diminuisce notevolmente e quindi cala anche il livello di protezione dei denti che sono così più esposti all’insorgenza della carie.

Un consiglio è di far lavare (o almeno sciacquare) i denti anche dopo merende o spuntini e dopo aver preso medicine che a volte possono contenere acidi che possono indebolire lo smalto dei denti.

Come posso prevenire la carie nei miei figli? Cosa sono le sigillature dei denti?

E’ molto importante limitare alcuni alimenti che sono più pericolosi per i denti dei bambini, come ad esempio quei cibi rimanere intrappolati nei solchi e nelle fossette dei denti ovvero tra i denti stessi possono diventare dannosi se non si rimuovono in breve tempo, poiché possono fermentare e aumentare la quantità di batteri cariogeni in bocca. Le sigillature sono il metodo più efficace, insieme alla fluoroprofilassi, per la prevenzione della carie nei bambini,  e devono essere effettuate non appena i denti posteriori sono spuntati nel cavo orale. La superficie masticante di tali denti infatti è caratterizzata da una anatomia complessa, ricca di solchi e fossette in cui spesso rimangono residui di cibo con formazione di carie.

Vengono eseguite applicando sui denti un materiale resinoso molto fluido che scorrendo all’interno dei solchi e delle fossette, indurendosi ne rende la superficie masticante scivolosa in modo tale che i residui di cibo possano essere rimossi più facilmente. Inoltre questi materiali contengono al loro interno concentrazioni variabili di fluoro che viene lentamente rilasciato nel tempo, contribuendo a fortificare lo smalto e a proteggerlo dalla formazione della carie. E’ utile inoltre eseguire le sigillature prima di iniziare un trattamento con apparecchi ortodontici: infatti portare l’apparecchio rende più difficile la detersione corretta dei denti, aumentando a volte il pericolo di carie.

Cosa si intende per fluoroprofilassi? Come avviene il trattamento?

La fluoroprofilassi consiste nell’utilizzo del fluoro per la prevenzione della carie dentaria. Il fluoro è un minerale che, applicato direttamente sulla superficie dei denti, rende lo smalto più resistente all’attacco acido della placca batterica. Il fluoro è presente, sia pure in concentrazioni molto limitate, anche nei dentifrici per bambini che consigliamo di utilizzare fin dalla comparsa dei primi denti da latte. Dopo i 6 anni, quando inizia l’eruzione dei primi denti permanenti si effettua una visita di controllo e, in base alla presenza o meno di altre carie, alle abitudini alimentari ed al livello di igiene orale si decide se eseguire le applicazioni di fluoro sui denti dei bambini. Presso il nostro studio, la fluoroprofilassi topica viene effettuata tramite l’applicazione periodica (2 volte l’anno) dei gel contenenti fluoruri che può essere eseguita con l’ausilio di semplici mascherine contenenti fluoro che vengono mantenute per alcuni minuti nella bocca dei piccoli pazienti.

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TAC TRIDIMENSIONALE

 

ProSmile investe nella tecnologia più moderna ed efficiente per la cura ed il benessere dei suoi pazienti!

Dal 25 gennaio sarà in funzione nel nostro centro il nuovo macchinario radiografico TAC tridimensionale (più propriamente chiamato CBCT)  per eseguire diagnosi  3D della bocca dei nostri pazienti, e pianificare in maniera ancora più precisa ed accurata i nostri interventi di implantologia, chirurgia orale e parodontologia, con una emissione di radiazioni molto inferiore agli apparecchi TAC di vecchia generazione!

Quali sono le differenze fra una moderna CBCT ed un tradizionale macchinario per le TAC odontoiatriche?

La TAC convenzionale utilizza un fascio ristretto a ventaglio che ruota attorno alla testa del paziente,

acquisendo sottili sezioni assiali per ogni rotazione. Quindi, per visualizzare una sezione anatomica, si

devono completare molte rotazioni (con uno o più sensori dedicati) (Figura 1).

fig.1

A causa di queste ripetute acquisizioni, le TAC convenzionali hanno una dose elevata e possono, talvolta, dare informazioni non sempre accurate.

.  La diagnosi radiografica CBCT utilizza invece un fascio a forma conica per acquisire l’intero volume, effettuando un’unica rotazione.  Il risultato sarà un’immagine più accurata, che contiene una serie completa di informazioni ed e ottenuta con un tempo di esposizione ai raggi-X considerevolmente inferiore rispetto ad una TAC convenzionale (Figura 2).

 

fig.2

Il software dedicato da invece la possibilità di ricreare diverse tipologie di immagini, potendo studiare le informazioni radiografiche e fare diagnosi sia in 2D (come le ortopanoramiche) sia con ricostruzioni volumetriche in 3D (Figura3).

fig.3

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DENTISTI ABUSIVI…ARRIVA UN APP PER SMASCHERARLI

Sono oltre 15 mila i dentisti abusivi in Italia. E da oggi  con  “DentistInApp”, una facile applicazione da scaricare gratis  sul proprio smartphone, si potrà verificare in tempo reale, se un odontoiatra sia o meno iscritto all’Albo.

Nel caso non dovesse esserlo, l’utente ha la possibilità, con un semplice click, di segnalarlo alle autorità competenti: le commissioni Albo Odontoiatri (Ciao), i Nas, la Guardia di Finanza e tutte le autorità amministrative e giudiziarie preposte a limitare l’esercizio abusivo della professione.

La nuova app è stata presentata  a Roma nella sede della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) ed è scaricabile su tutti gli smartphone. L’idea di chiedere aiuto al mondo digitale per fare fronte a questo preoccupante fenomeno dei dentisti che pur non essendo iscritti all’albo esercitano indisturbati la professione è stata del presidente della Commissione Albo Odontoiatri (Cao) nazionale, Giuseppe Renzo. “Stiamo lavorando – racconta Renzo – a questo progetto, condividendone il programma con i presidenti provinciali nel corso di più assemblee, da oltre un anno. La app si “aggancerà” all’anagrafica della Fnomceo, di modo che il cittadino che avrà un dubbio sulla reale identità della persona cui si sta rivolgendo potrà verificarne l’iscrizione all’albo. Qualora non fosse iscritto con un semplice click ci potrà essere la segnalazioni alle autorità che così potranno intervenire prontamente».

Resta tuttavia il nodo dell’inasprimento delle sanzioni per chi esercita la professione senza titolo. A fronte infatti di oltre 15 mila dentisti abusivi, secondo i dati dei Nas con un giro d’affari quantificabile in circa 30 milioni di euro l’anno, sono state emesse sanzioni, da gennaio a novembre 2017, per 154 mila euro. La sanzione prevista è infatti di 514 euro, “ben dieci volte meno della sanzione per chi senza licenza vende palloncini alla fiera del paese – commenta Renzo -. È previsto, è vero, anche l’arresto, ma si tratta di una previsione del tutto teorica: da che ho memoria, non mi ricordo un solo caso. I dati forniti dai Nas sono dirompenti  e se quello dei sequestri è il valore degli investimenti che gli abusivi fanno, immaginiamo i guadagni, ovviamente illeciti e quindi in “nero”».

FONTE: www.iltempo.it

Implantologia a carico immediato ALL ON FOUR

Attraverso la moderna e innovativa tecnica dell’implantologia All on four è possibile risolvere con successo casi di edentulia totale e sostituire la dentiera con denti fissi, anche in casi in cui, normalmente, sarebbero necessari degli innesti di materiale osseo sintetico per permettere l’inserimento degli impianti secondo le metodiche “tradizionali”. La novità di questa tecnica consiste nella possibilità di applicare protesi fisse per un’intera arcata (10-12 denti nuovi) che possano sorreggersi su soli 4 impianti inseriti in alcuni punti specifici, secondo un protocollo ben codificato, evitando innesti ossei, permettendo quindi una riabilitazione più veloce, meno invasiva, meno dolorosa e meno costosa.  Questo tipo di riabilitazione può essere eseguita su entrambe le arcate dentali. Un altro enorme vantaggio è che tale metodica, in alcuni centri specializzati in chirurgia implantologica come il nostro, permette l’estrazione di eventuali denti residui che non possono essere mantenuti, o di radici spezzate, o di precedenti trattamenti odontoiatrici non ben eseguiti, e l’inserimento degli impianti NELLA STESSA SEDUTA! Come avviene, nel concreto, l’intervento? Andiamo ad illustrarne le varie fasi

LA PROCEDURA ALL ON FOUR PASSO PER PASSO

Prima dell’intervento vero e proprio, da ProSmile eseguiamo due sedute preliminari: nella prima vengono prese le impronte di studio,per permettere al chirurgo, che ha già studiato il caso dopo aver visitato il paziente e visto le lastre digitali,  di pianificare l’intervento al meglio, e di indicare al laboratorio odontotecnico specializzato in che modo dovranno essere realizzati i denti fissi a carico immediato. Nella seconda seduta si procede alla pulizia e alla sanificazione e disinfezione della bocca del paziente: infatti, il chirurgo implantologo deve poter lavorare in un cavo orale pulito, in assenza di tartaro o placca, per facilitare le procedure e per diminuire il rischio di infezioni post operatorie. Si passa all’intervento: se ci sono degli elementi dentari patologici residui si procede prima di tutto alla loro estrazione. Successivamente vengono inseriti gli  impianti. Quindi, dopo alcune ore, necessarie al laboratorio odontotecnico per terminare la lavorazione, si applica la cosiddetta Toronto Bridge, cioè una protesi fissa totale completa con flangia (gengiva finta) che può sostituire fino a 10-12 denti, fissata agli impianti attraverso dei monconi. Questa prima protesi è già fissa da subito, avvitata, e non può essere rimossa se non dal dentista con appositi strumenti. Quindi il paziente non deve temere di avere una protesi che possa svitarsi, muoversi o cadere. Il paziente viene inserito in un regime di controlli mensili per 4 -5 mesi, per monitorare il corretto adattamento dei tessuti  alla nuova protesi fissa e, se necessario, operare dei ritocchi. Una volta terminato questo periodo “di prova”, vengono riprese le impronte e realizzata la riabilitazione fissa definitiva: avendo potuto fare tutte le prove necessarie durante i 4 o 5 mesi precedenti, la nuova protesi viene che viene realizzata si adatta in modo ottimale alla bocca del paziente, sia dal punto di vista funzionale (masticazione) che estetico (sorriso).

ATTENZIONE A CHI NON UTILIZZA LA CORRETTA METODICA!

Oggi molti studi propongono riabilitazioni di questo tipo, ma a volte ci sono differenze di metodiche, di tempi e di prezzi anche significative: da cosa dipende?

La metodica implantologica All on Four è stata creata alla fine degli anni ’90 dal Prof. Paulo Malò che, dopo averla sperimentata per quasi 20 anni, ne ha brevettato il protocollo.  Nel corso degli anni successivi la tecnica chirurgica ha avuto grande diffusione perché consente ai chirurghi implantologi di riabilitare con successo arcate dentarie complete con un numero limitato di impianti, evitando interventi più invasivi come gli innesti dell’osso. Questo consente anche di abbreviare i tempi rispetto alle metodiche tradizionali, potendo dare al paziente una prima protesi fissa già nella stessa giornata dell’intervento, con un risultato eccellente: in un giorno si passa dalla dentiera (o da una dentatura malandata) ad avere dei denti nuovi, estetici e completamente fissi! A questo punto però alcuni IMITATORI hanno creato delle tecniche ibride, ispirate alla vera metodica All on Four, ma che consentono risultati anche più veloci, spesso ancor più economici, ma purtroppo MENO DURATURI nel tempo!! Come detto, la vera metodica prevede la realizzazione di due protesi fisse, una prima protesi il giorno stesso dell’intervento, ed una definitiva dopo 5 o 6 mesi, più resistente, maggiormente estetica e più duratura. In alcuni centri low cost viene realizzata una sola protesi, quella immediata, e dopo alcuni mesi viene rinforzata o rimodellata: questo consente di abbassare i costi, ma fa sì che dopo 6 mesi il paziente abbia in bocca una protesi già vecchia, ritoccata, e non integra: infatti raramente queste riabilitazioni hanno la stessa durata e le stesse GARANZIE che dovrebbero avere se eseguite secondo la giusta metodica. Un altro escamotage per ridurre i costi (e la qualità) è quello di utilizzare impianti di marche economiche e materiali meno pregiati e più a buon mercato: anche in questo caso la riabilitazione non avrà  le stesse garanzie che dovrebbe avere, oltre ad un risultato estetico peggiore. Queste modifiche vengono fatte per poter “vendere” questo tipo di cura ad un numero maggiore di pazienti, abbassandone i costi, ma inevitabilmente abbassandone la qualità! Oltretutto la All on Four è già di per sé una metodica più economica rispetto al passato, perché permette una riabilitazione totale con un numero di impianti limitato, evitando altri interventi, mantenendo alta la predicibilità del risultato e la qualità della cura. Facciamo un esempio pratico: fino a 20 anni fa in molti casi che oggi risolviamo con le All on Four non restava che mettere la dentiera mobile, oppure fare dei costosi e difficili interventi di rigenerativa ossea per poi mettere gli impianti, con tempi molto più lunghi ed esiti incerti. Se il costo era 100, con le All on Four il costo è 50, e la qualità del risultato è  alta, se eseguita correttamente. Che senso ha abbassare il costo a 30 (numeri ipotetici) ma abbassare la qualità e la durata della riabilitazione, dovendola magari rifare dopo qualche anno?

COME FA IL PAZIENTE AD ESSERE SICURO CHE SIA LA METODICA CORRETTA?

Per i pazienti spesso è difficile distinguere tra una proposta terapeutica ed un’altra, e capire le differenze fra un preventivo ed un altro per una cura implantologica che può sembrare simile. Ecco alcuni consigli per poter scegliere meglio lo studio a cui affidarsi per questo tipo di cure

  • L’esperienza dell’operatore: chiedi di vedere lastre e foto di interventi simili al tuo che sono stati realizzati nello stesso studio. Ovviamente le foto devono essere reali, non prese da internet. Più casi sono documentati, più è probabile che l’operatore che dovrà eseguire l’intervento sia esperto.
  • Le tempistiche: attenzione alle tempistiche ridotte. La riabilitazione All on Four richiede mediamente tempi che vanno dai 4 ai 6 o 7 mesi per eseguire al meglio tutto il percorso di cura.
  • Le protesi fisse: chiedi se le protesi sono sempre 2 diverse, una provvisoria in acrilico o resina ed una definitiva in titanio e composito o ceramica.
  • Occhio al costo: a volte vengono pubblicizzati prezzi “civetta” dai centri low cost, per attirare pazienti. In fase di visita e preventivo però si scopre che ci sono molte voci aggiuntive necessarie a terminare la cura che vengono aggiunte a parte: è come pubblicizzare un’automobile ad un prezzo basso e poi, in fase di vendita, dire che le ruote ed il volante hanno un costo a parte!
  • Chiedi garanzie: ogni tipo di riabilitazione odontoiatrica dovrebbe essere garantita per un certo numero di anni; più economici sono i materiali usati (impianti di marche secondarie o materiali protesici economici) meno lunghe saranno le garanzie, con un conseguente finto risparmio ed il rischio di dover rifare le cure nel corso degli anni.

Nel centro ProSmile, utilizzando impianti delle più conosciute case implantari (Nobel Biocare ed Alpha Bio) garantiamo PER ISCRITTO  queste riabilitazioni per 15 anni, oltre a fornire la GARANZIA A VITA sulla vite impiantare fornitaci dalla casa madre. Questo perché utilizziamo materiali di PRIMA QUALITA’, uniti alla grande esperienza in ambito implantologico di chi esegue questo tipo di interventi. Non esitare a contattarci per qualsiasi altra informazione, e ricordati che la visita e la valutazione chirurgica sono gratuite! Di seguito alcuni casi clinici risolti dal Dott. Bottini

Caso 1 ALL ON FOUR ARCATA SUPERIORE                                                                                  

 

 

 

 

 

 

 

Foto iniziale                                                                                                           Foto finale

 

Caso 2 ALL ON FOUR ARCATA SUPERIORE ED ARCATA INFERIORE

 

 

 

 

 

 

 

Foto iniziale                                                                                                             Foto finale

 

Caso 3 ALL ON FOUR SUPERIORE ED INFERIORE

 

 

 

 

 

 

Foto iniziale

 

 

 

 

 

 

Foto protesi immediata consegnata il giorno dell’intervento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto finale: protesi definitive in titanio composito

 

Caso 4 ALL ON FOUR SUPERIORE

 

 

 

 

 

 

Foto iniziale

 

 

 

 

 

 

 

Foto2:protesi immediata inserita il giorno stesso dell’intervento impiantare

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto 3: protesi definitiva titanio ceramica dopo 6 mesi

 

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Corso di aggiornamento “Riabilitazione full arch a Carico immediato”

 

Il 15 e 16 settembre presso il Centro Odontoiatrico ProSmile si è svolto il prestigioso corso di aggiornamento

“Riabilitazione full arch a Carico immediato” tenuto dal nostro  Dott. Lorenzo Paolo Bottini in collaborazione con il Dott. Lorenzo Serafico dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma.

I relatori hanno istruito altri venti colleghi odontoiatri provenienti da tutto il centro Italia, insegnando loro l’esecuzione di questa metodica all’avanguardia che consente di ripristinare il sorriso dei pazienti in una sola giornata mediante l’inserimento d’impianti osteointegrati a carico immediato. Il Dott. Bottini ha eseguito un intervento di all on four in live surgery, cioé in collegamento in diretta audio e video con la sala corsi, potendo interagire direttamente con i corsisti durante l’intervento e rispondere alle loro domande.

Il grande successo del corso ci rende orgogliosi ed è motivo di soddisfazione. Rappresenta il riconoscimento dell’alto standard qualitativo delle cure operate nel nostro centro dal dott. Bottini e dalla sua equipe.

 

 

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