Come migliorare l’estetica del viso e del sorriso

Un sorriso piacevole valorizza senz’altro un bel volto, ma esistono modi per migliorare ulteriormente l’estetica del viso e del sorriso oltre a curare i propri denti? Quali sono le possibilità terapeutiche più moderne per trattare gli inestetismi della zona intorno alla bocca, spesso rovinata da rughe profonde, cicatrici, labbra sottili o cadenti? Oggi proviamo ad approfondire la tematica con l’aiuto del Dott. Lorenzo Paolo Bottini, odontoiatra specialista universitario in chirurgia orale e implantologia, proprietario del Centro Odontoiatrico ProSmile ad Albano Laziale, e con il Dott. Luca Tiravia, collaboratore del Dott. Bottini e consulente per l’odontoiatria generale ed estetica presso il centro ProSmile.

 

Dott. Bottini, quanto conta l’estetica del sorriso? Esistono cure specifiche per avere dei denti più belli?

Indubbiamente avere un sorriso sano e gradevole fa vivere meglio con se stessi e con gli altri. Poter sorridere e ridere liberamente dispone l’individuo ad essere più aperto e socievole, a sentirsi maggiormente a proprio agio. Al contrario, vergognarsi della propria bocca rende le persone meno disposte alle relazioni interpersonali, alla vita sociale, ed in generale crea stati di disagio e frustrazione.

Basta soffermarsi a riflettere, probabilmente tutti noi abbiamo conosciuto persone che si coprono la bocca quando ridono o sorridono: questo è un segno di disagio molto evidente. Oggi esistono trattamenti specifici per chi ha necessità di ripristinare da zero la propria bocca (l’implantologia a carico immediato, che permette in poche ore di avere di nuovo denti fissi, ripristina funzione ed estetica), o per chi vuole migliorare semplicemente la bellezza del proprio sorriso (sbiancamenti, ricostruzioni estetiche, faccette o capsule in ceramica senza metallo).

 

Che cosa rende un sorriso “smagliante”?

Quasi tutti penserebbero subito a denti bianchissimi. Ma in realtà la brillantezza dei nostri denti non è la sola ad avere un ruolo decisivo. La bellezza di un sorriso dipende piuttosto dalle molto degli incisivi superiori e dalla loro simmetria. Per un sorriso armonico – oltre alla simmetria dei denti rispetto alla linea mediana e alla naturale curvatura dei denti rispetto alla linea del sorriso – occorre tenere conto anche della forma dei denti, che deve essere adatta alla diversa forma del viso (quadrata, triangolare, ovale) in modo individuale o a seconda della tipologia facciale.

I fattori che maggiormente influiscono sull’estetica del sorriso sono la relazione degli incisivi superiori in termini di rispettive lunghezza e larghezza e il rapporto della larghezza visibile dei primi incisivi rispetto agli incisivi laterali e ai canini. Questi rapporti sono generalmente regolati da criteri matematici, e questo fa sì che possiamo pianificare e realizzare delle correzioni che siano adatte, caso per caso, ad armonizzare il sorriso a ciascun volto.

Come sempre, quindi, la corretta analisi del caso e la progettazione adeguata sono indispensabili per ottenere il miglior risultato possibile. In questo la tecnologia ci è di grande aiuto: oggi è possibile, partendo dalle foto del viso e del sorriso, e dalle radiografie digitali con ricostruzione in 3D dello scheletro dei mascellari, incrociare i dati ed eseguire analisi funzionali ed estetiche con dei programmi specifici. Questo ci consente, ad esempio, di capire se alcune disarmonie possono essere corrette migliorando in maniera mini invasiva l’estetica della pelle intorno alla bocca, o delle labbra.

 

Dott. Tiravia, cosa sono i fillers? A che scopo si utilizzano?

Fillers: Cosa sono?

I fillers sono sostanze iniettabili (nel tessuto sottocutaneo o nel derma profondo) ampiamente impiegati nella medicina estetica per contrastare inestetismi di varia origine (cicatrici da acne, lesioni associate a traumi chirurgici, rughe e altri segni dell’invecchiamento cutaneo, ecc.), oppure per conferire volume e riempimento ad aree del volto o del corpo “svuotate” (come, ad esempio, le labbra sottili), o ancora per rimodellare determinate zone di viso e corpo (guance, zigomi, glutei, ecc.).

Per raggiungere i sopra citati obiettivi, sono diversi i tipi di fillers che si possono impiegare. Ad ogni modo, sostanzialmente, possiamo distinguere due diverse tipologie di fillers:

  • I fillers riassorbibili o biologici.
  • I fillers semipermanenti o parzialmente sintetici.
  • I fillers permanenti o completamente sintetici, altrimenti detti fillers non riassorbibili.

Di seguito, le principali caratteristiche di queste tipologie di fillers verranno brevemente descritte. Inoltre, saranno riportati alcuni esempi delle sostanze maggiormente impiegate in ambito estetico.

 

 

Filler Riassorbibili

I fillers riassorbibili, biologici o superficiali, che dir si voglia – anche definiti come fillers di superficie – sono così chiamati perché vengono completamente riassorbiti dalla cute (poiché progressivamente metabolizzati).
Indicativamente, la durata del loro effetto varia dai 3 a 10 mesi, ma è pesantemente influenzata da fattori strettamente individuali e correlati allo stile di vita dell’individuo (stress, fumo, alimentazione, ecc.).
I fillers superficiali sono particolarmente indicati per riempire e colmare le rughe del contorno occhi/bocca, quindi per ringiovanire l’estetica del volto. L’uso di questo tipo di sostanze presenta diversi vantaggi, difatti i fillers riassorbibili:

  • Non richiedono un tempo di recupero: dopo le iniezioni di filler, è possibile riprendere le normali attività quotidiane.
  • Sono ben tollerati dalla pelle (soprattutto quelli all’acido ialuronico);
  • Assicurano un effetto quanto più possibile naturale.

Di contro, le iniezioni di fillers biologici – analogamente a molti altri trattamenti estetici – possono causare alcuni effetti indesiderati, seppur di lieve entità, quali:

  • Rossore localizzato nell’area trattata;
  • Edema;
  • Comparsa di piccoli ematomi ed ecchimosi.

Tipi di Fillers Riassorbibili

Fra i principali tipi di fillers biologici attualmente impiegati dalla medicina estetica, ricordiamo:

  • Collagene bovino (es. Zyderm, Zyplast).
  • Collagene autologo (es. Cosmoderm, Cosmoplast).
  • Acido ialuronico (es. Restylane, Perlane, Perfectha). I fillers all’acido ialuronico di ultima generazione presentano un assorbimento più lento, che permette di prolungare l’effetto soft-lifting desiderato fino ad un anno o più.
  • Gel di agarosio: polimero naturale di derivazione algale (da alghe).
  • Endoplast 50.
  • Acido L-polilattico (es. Sculptra): stimola la sintesi di neocollagene con conseguente effetto lifting. Pertanto, l’effetto riempitivo non è immediato come per le altre tipologie di fillers. È indicato per il trattamento di rughe fini, piccoli solchi o pieghe naturali della pelle. Inoltre, il filler all’acido polilattico viene utilizzato anche per aumentare il volume di zigomi o mento.

Filler Semipermanenti

I fillers semipermanenti appartengono al cosiddetto gruppo dei fillers di profondità. Tali sostanze possono essere iniettate sia nel tessuto sottocutaneo, sia nel derma profondo.
Sono particolarmente indicati per aumentare il volume di labbra, mento, zigomi e per mascherare depressioni profonde cutanee tipiche dell’invecchiamento.

Il principale vantaggio derivante dall’uso di questi fillers è rappresentato dalla durata degli effetti che può essere maggiore o uguale ai tre anni. Ciò è possibile poiché il loro riassorbimento da parte dell’organismo è molto lento. Di contro, l’uso di fillers semipermanenti porta ad un inevitabile aumento del rischio di comparsa di reazioni allergiche, oltre che alla comparsa di effetti indesiderati come rossore, gonfiore, ematomi ed ecchimosi.

Tipi di Fillers Semipermanenti

I principali fillers semipermanenti tuttora impiegati, sono:

  • Idrossiapatite di calcio (es. Radiesse): è un tipo di filler in grado di svolgere un eccezionale effetto di ringiovanimento.
  • Acido ialuronico associato ad un idrogel acrilico (es. Dermalive).
  • Microsferule di polimetilmetacrilato in collagene: filler utilizzato soprattutto per il riempimento di labbra (es. Artecoll).

Filler Permanenti

I fillers permanenti, sintetici o non riassorbili sono particolari sostanze che l’organismo non riesce in alcun modo a metabolizzare, a differenza di quanto avviene per i fillers biologici e per i fillers semipermanenti. Insieme a questi ultimi, i fillers permanenti appartengono al gruppo dei fillers di profondità.
Data l’incapacità dell’organismo di metabolizzarli, i fillers permanenti rimangono nel tessuto sottocutaneo – o nel derma, a seconda dei casi – in maniera definitiva. Sono indicati per correggere depressioni e solchi della pelle molto più profondi delle semplici rughe d’espressione
Presentano il vantaggio di poter essere rimossi in caso di effetto estetico poco gradito. Di contro – oltre agli effetti collaterali critti –  vi è un aumento del rischio di reazioni allergiche alla protesi, così come vi è il rischio che questa possa rompersi o migrare in altre sedi con il rischio di andare a comprimere le terminazioni nervose. Oltre a ciò, la loro sicurezza d’uso è alquanto discutibile nel lungo termine e possono provocare effetti collaterali anche gravi, quali infezioni, ascessi, fibrosi e granulomi da fillers, perdita di sensibilità e difficoltà di movimento dell’area trattata.

Tipi di Fillers Permanenti

I fillers permanenti derivano da polimeri con legami alchil-ammidici e poliacrilamide. Fra le principali sostanze impiegate, pertanto, ritroviamo:

  • Gel di poliacrilimmide (es. Aquamid).
  • Silicone in protesi/iniettabile.

Lipofilling

Un discorso a parte può essere effettuato per il lipofilling. Una particolare tecnica di chirurgia estetica che permette di ringiovanire, riempire o rimodellare diverse aree del viso e del corpo.
Il lipofilling consiste nell’iniezione di grasso autologo – prelevato, quindi, dal paziente stesso – al posto dei comuni fillers sopra descritti. Per questo motivo il filler-adiposo può essere considerato un filler naturale (ma non riassorbibile, poiché esso viene riassorbito in minima parte appena dopo l’intervento per poi permanere nell’area in cui è stato inoculato).
La tecnica che consente l’iniezione di questo filler naturale – nota, appunto, come lipofilling o lipostrutturazione – prevede il prelievo di una nota quantità di cellule adipose (di grasso) da una determinata area del corpo del soggetto, la loro purificazione e, successivamente, la loro iniezione nelle aree in cui vi sono imperfezioni da correggere (come le rughe) e punti di svuotamento da riempire o da rimodellare (come, ad esempio, labbra troppo sottili, guance svuotate, zigomi cadenti, ecc.)

 

Hai altre domande da farci?

Contattaci per fissare un appuntamento, ti ricordiamo che la visita è gratuita e che potrai parlare direttamente con il nostro specialista!

Chiamaci allo 06 9322646

FORM